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BENTORNATA DOPPIETTA


Dopo il monocanna ad avancarica di derivazione militare, fu doppietta; l'uomo intuì che mettendo due canne liscie affiancate sul fucile, c'erano maggiori possibilità di catturare la preda pur avendo ancora la polvere nera che quasi impediva di vedere il bersaglio ancora in volo per esplodere il colpo successivo.
Era però il 1700 epoca in cui la selvaggina abbondava davvero e alla fine il secondo colpo era quasi mai da utilizzare. Quella era la caccia dei nobili, in grado di sopportare gli elevati prezzi di queste nuove raffinate armi che si affacciavano sul panorama venatorio e alle quali per via della canne affiancate venne assegnato il nome di “Doppietta”.

Terminato il secolo, il successivo si apri di nuovo con la polvere nera protagonista e con l'affermarsi in Gran Bretagna di una eccelsa scuola armiera che ha segnato per i secoli a venire la storia dell'arma da caccia. Nomi altisonanti, ormai entrati nella leggenda quali Greener, Westley Richards, Holland & Holland, Purdey, Manton, Lancaster, operavano sull'isola britannica e negli anni successivi avrebbero realizzato un infinità di brevetti, ancor oggi base di lavoro per i produttori moderni.



Il loro incessante rincorrersi in progetti e realizzazioni fu quasi obbligato dall'affermarsi in via definitiva delle polveri infumi che consentivano, ora si, l'uso dei due colpi in maniera efficace. Niente più fumate in cima alla canna ed ottima visibilità sul bersaglio. Ma le polveri infumi portarono un grande sconvolgimento nella struttura dell'arma. Non era più il pezzo unico, ma diveniva basculante, per consentire l'apertura e l'inserimento nella parte posteriore di quello straordinario contenitore di efficacia che è la cartuccia. Era nata la retrocarica che nel giro di poco tempo avrebbe definitivamente archiviato l'arma ad avancarica. I maestri inglesi si adoperarono e rincorsero per decenni alla ricerca dei migliori compromessi di stabilità e funzionalità della doppietta, brevettando soluzioni che ancora oggi portano i loro nomi, sempre finemente realizzate e dal costo molto elevato. Ma era ancora l'Inghilterra imperiale, è i facoltosi acquirenti potevano permettersi tutto.


Giunti agli esordi del 1900, la doppietta da caccia iniziò a divenire “popolare”; nel continente europeo i diritti di caccia erano più alla portata di molti e questo stato sociale, nuovo e democratico nel portafoglio, portò allo sviluppo di comparti produttivi in Francia, Belgio ed Italia ove la doppietta, meno ricercata nell'estetica, ma pari alla britannica per efficacia, veniva costruita con costi meno
esasperati. Il mercato “popolare” richiedeva doppiette meno ricercate e più da “battaglia”, il cacciatore italiano le chiamava “schioppo” che affiancava inesorabilmente al bastardino da pagliaio. Entrambi avevano analoghe prerogative; pochi fronzoli e tanta sostanza per portare un po' di proteine nelle povere mense.


Secolo difficile per l'Europa il 1900 segnato fa due guerre catastrofiche e secolo difficile è stato anche per la doppietta. Un americano dalla mente geniale per la meccanica, Browning, brevettò e mise a punto il nemico più acerrimo che la doppietta potesse aspettarsi: il semiautomatico, capace di sparare un numero di colpi ben superiore ai due, senza essere ricaricato. E lo stesso snobbato dalle aziende della sua patria pensò bene di venire in Europa convincendo la F.N. belga a produrre in un numero di esemplari semplicemente impressionante il suo gioiello.

Pur diminuendo per ragioni di legge più rispettose della fauna il numero dei colpi possibili, il semiautomatico si è definitamente affermato come incontrastato re, in molte sue configurazioni di riarmo, prendendo la via dell'industria che ha potuto metterlo sul mercato a costi alla portata di tutte
le tasche.

E la doppietta soffriva e soffriva. Ma non era finita qui la crisi della doppietta. Altra arma a due canne, questa volte sovrapposte, è stata protagonista della seconda parte del 1900, relegando ancor di più la doppietta negli armadi dei cacciatori.

Il sovrapposto, infinitamente meno gradevole ma molto più efficace per ragioni balistiche, si affiancava al semiautomatico e assieme allo stesso la faceva da padrone nelle pubblicità delle riviste specializzate. La doppietta agonizzava sempre più.


Molte aziende iniziarono, addirittura a toglierla di produzione e solo in Gran Bretagna resistè, all'assalto delle altre armi. In realtà importanti produttori (cito i nazionali Bernardelli, Fausti, FPA, F.lli Piotti, Siace, Saleri, ecc), le hanno continuate a produrre perfezionando tecniche e nuovi materiali, ma la richiesta era asfittica; la doppietta non era più di moda!
 

Ma in questi ultimo lustro del nuovo secolo c'è qualcosa di nuovo nell'aria che riguarda la doppietta. Un ritorno, ed un bentornata da parte di noi tutti afecionados dell'arma da caccia. Per una serie di ragioni la doppietta sta tornando nei cataloghi delle aziende e nei desideri dei cacciatori. E' diversa per materiali, tecniche costruttive e concetti, ma è sempre la nostra cara e amata doppietta.

Per ragioni di opportunità produttiva, si è abbandonato il detto di W. W. Greener che vedeva la doppietta costituita da 95 parti la maggior parte delle quali erano le componenti della bascula. Si sono introdotti processi produttivi più economici con un nuovo concetto di bascula “integrale” più resistente al lavoro richiesto e meno onerosa da produrre, derivante da un unico forgiato. Questa accetta scatti più semplici da produrre e consente anche di ottenere in molti casi, un prodotto finito molto slanciato, che prende il nome di “round body”.

 

Il rilancio è veicolato in modo molto accelerato grazie ai moderni mezzi di comunicazione; internet, email e le molte fiere dedicate alle attività all'aria aperta sono un grande palcoscenico per i molti prodotti, doppietta inclusa. Ma anche concetti meno impattanti verso la natura ed una caccia più ragionevole, ha fatto riportare nei cataloghi la doppietta, dopo che per anni ha furoreggiato in essi il
semiautomatico.


Ma il rilancio dell'arma giustapposta, oltre che dai prezzi oggi più accessibili, è anche facilitato dal cacciatore. Tutti noi, pur cacciando nell'era moderna con tutte le limitazioni presenti, siamo inguaribili nostalgici, e la doppietta che fu del nonno, non l'abbiamo mai dimenticata. Anzi l'abbiamo quasi venerata, ogni volta che prendendo per la caccia l'arma moderna, la lasciavamo la, dormiente nell'armadio blindato. La maggior parte di noi aveva già la mente fertile al ritorno della doppietta e non sapeva di averla.


Ma attenzione la doppietta moderna non è quella che fu! Quella generica del nonno con canne da 71 cm e strozzature 3 e 1 stella. Oggi, grazie alla moderna tecnologia e alle tante soluzioni applicate nel tempo a tanti tipi d'arma da caccia, la doppietta è strumento venatorio specialistico di elevato spessore. Tutte sono dotate di strozzatori intercambiabili, e sono di nuovo prodotte, anche grazie alla spinta di alcuni meritori Club (Club calibro 16, Club 28-410) nella maggior parte dei calibri su bascule dedicate.


Venendo alle aziende, quelle italiane sono assolutamente leader nella produzione della doppietta. Scomparsi o quasi i maestri inglesi e rarefattisi in maniera significativa belgi e francesi siamo rimasti noi a dettar legge nel panorama mondiale.


Beretta ha riproposto dal 2013 la sua doppietta “Parallelo 486”, densa di eccellenti soluzioni tecnologiche sia nei materiali che nelle lavorazioni. Franchi ha a catalogo una doppietta che porta un nome prestigioso della casa, la “Condor”. Rizzini con l'innovativa bascula integrale presenta due famiglie di doppiette BR 550 e 552, mentre Fausti, in continuità con il suo passato ha a catalogo un elevato numero apprezzatissimi di modelli sia hammerless che a cani esterni.
F.A.I.R. da sempre apprezzato produttore di sovrapposti, ha inaugurato un nuovo progetto denominato ISIDE, dal quale prendono forma una interessante serie di doppiette con o senza cartelle
laterali, prodotte in molti calibri. Bernardelli, noto nel mondo per la doppietta italiana, prosegue nella sua eccellente produzione ed anche altre case, meno presenti in passato nella produzione delle canne giustapposte, operano da alcuni anni con ottimi prodotti. Tra queste segnaliamo Effebi, R.F.M., Sabatti, Vi-ma, Falco, Silma.


Alcuni di queste aziende hanno raggiunto elevati livelli specialistici per doppiette finalizzate a particolari cacce. Fausti, Effebi ed R.F.M. producono doppiette specifiche per la caccia alla beccaccia, dotate di canne particolarmente corte e strozzature inesistenti o raggiate.


E gli ex maestri inglesi stanno a guardare, anzi comprano da noi!!!